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Sicurezza in viaggio e in vacanza

Sicurezza per il bambino, tranquillità per i genitori: il braccialetto antismarrimento

Una delle maggiori preoccupazioni e fonti di ansia quando si viaggia con un bambino è che si possa perdere. 

Purtroppo può succedere, basta una minima distrazione e in un luogo affollato un bimbo può perdersi facilmente. 

Noi abbiamo insegnato a nostro figlio che ci sono luoghi in cui può muoversi liberamente e altri in cui deve darci la mano, ad esempio nelle aree di transito in aeroporto o in zone cittadine molto affollate.

Naturalmente non vogliamo che nostro figlio sviluppi insensate paure o si senta in pericolo se non è fisicamente vicino a me o alla mamma.

E’ importante che un bambino costruisca un’immagine di sé positiva anche acquistando sicurezza e intraprendenza. 

Noi genitori non possiamo e non dobbiamo fare da cuscinetto tra il bambino e tutte le possibili avversità della vita. 

Questo non significa che sia consigliabile eccedere sul versante opposto perché offrire libertà a un bambino non deve coincidere col lasciarlo inerme esposto a tutti i possibili rischi.

Una delle prime cose che abbiamo insegnato a nostro figlio appena ha imparato a parlare è stato il suo nome e cognome e l’indirizzo di casa.

Può sembrare banale, ma questo è il primo strumento di difesa di cui può disporre un bambino che si è smarrito, anche semplicemente durante una passeggiata in città, in spiaggia o in piscina e persino al supermercato. 

Nostro figlio è ancora piccolo, ma presto gli insegneremo i numeri di telefono di mamma e babbo.

Possiamo però offrire uno strumento di tutela in più a nostro figlio, perché in molte circostanze possono entrare in gioco elementi più complessi. 

Il primo elemento da considerare è sicuramente l’emotività del bambino. Potrebbe essere così spaventato da non riuscire neppure a rispondere alle domande più semplici fatte da una persona disponibile ad aiutarlo. 

Il secondo elemento è il contesto. Un bambino che si è allontanato in spiaggia o in una città non conosciuta potrebbe trovare aiuto da persone che però non hanno gli strumenti materiali per rintracciare noi genitori.

Noi cerchiamo sempre di individuare dei luoghi o delle persone di “sicurezza”.

Nella spiaggia in cui andiamo solitamente quando trascorriamo le vacanze al mare, il bagnino (che conosciamo) è il punto di riferimento.

Nella nostra città ci sono alcuni negozi o locali in cui abbiamo creato una buona familiarità.

Ma questo può non bastare. Spiagge molto ampie, città che il bambino non conosce, aeroporti, stazioni ferroviarie o altri luoghi di forte transito richiedono più attenzione.

Se a questo si aggiunge una lingua straniera che il bambino non parla e non comprende, dobbiamo offrire a nostro figlio ulteriori strumenti di protezione.

A volte mio figlio, in piena fase da supereroe, mi dice: “Babbo, se arriva un cattivo gli do un pugno sul naso e poi una bastonata”.

Io gli rispondo: “Grida, chiedi aiuto, chiama babbo e mamma e poi dagli anche un pugno, se arriva un cattivo!”. Purtroppo so che non è così semplice e un bambino ha poche difese contro un “cattivo”.

COSA FARE ALLORA?

Per offrirgli un aiuto, nel caso si dovesse perdere, abbiamo pensato e provato diverse soluzioni. 

BRACCIALETTO GPS

Il primo prodotto che abbiamo testato è stato un braccialetto gps da far indossare a nostro figlio e collegato con i nostri smartphone. 

Sicuramente rappresenta una valida soluzione perché permette, nel caso in cui il genitore si accorga che il bambino si è allontanato, di seguirlo. Alcuni hanno anche la funzione “recinto” che manda un avviso sullo smartphone del genitore se il bimbo si è allontanato oltre la distanza programmata.
Noi abbiamo acquistato su Amazon questo braccialetto e possiamo dire che funziona, ma crea anche uno strano “effetto collaterale” per cui si finisce per controllare lo smartphone invece che dare un’occhiata al bambino che magari è in spiaggia a pochi metri. Utile se usato quindi realmente come avviso di emergenza e non come surrogato dei propri occhi.

BRACCIALETTO DI CARTA USA E GETTA

Alla fine la nostra scelta è comunque ricaduta su un braccialetto identificativo in carta, usa e getta, resistente all’acqua, antistrappo, e leggerissimo per il polso del bambino.

Esistono vari braccialetti di questo tipo, molti hanno una chiusura in plastica che dovrebbe permetterne il riutilizzo più volte. Dalla nostra esperienza (e leggendo le recensioni su Amazon non siamo soli) questi braccialetti non sono particolarmente resistenti e per questo vi suggeriamo una versione più economica, più resistente (senza disegni, ma con più spazio per scrivere i dati del bambino) dicendovi che comunque sono usa e getta.

I braccialetti sono resistenti all’acqua, quello che dovete fare è assicurarvi che lo sia anche l’inchiostro del pennarello che userete per scrivere! 

E non dimenticate il pennarello indelebile! E’ normale pensare che sicuramente qualcosa del genere in casa ci sia già, ma nel dubbio, noi vi suggeriamo questi:

Un consiglio a tutti:
lasciate che i vostri figli sperimentino il mondo, rendeteli liberi e autonomi prima e meglio possibile. Nessuno strumento potrà proteggerli più della loro stessa capacità di essere vigili e attenti a ciò che fanno.
Offrite ai vostri figli indipendenza permettendo loro (nella giusta misura) di imparare dai propri errori. Dedicate loro del tempo spiegando con parole semplici ma oneste quello che potrebbero non comprendere da soli

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