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Emozioni dei nostri bambini: come aiutarli a gestirle e capirle

Ho un bambino di 4 anni che sta imparando a gestire le sue emozioni.

Osservandolo mi rendo conto che per lui tutto è amplificato.

Quando è felice, per esempio, reagisce correndo, saltando, urlando e spesso anche battendo pugni contro i mobili o contro il suo babbo!

Quando è triste o nervoso o arrabbiato invece la reazione più frequente è il pianto.

Cerco allora di immedesimarmi con lui. Mi rendo conto che per lui le emozioni sono qualcosa di nuovo è mai provato. Difficile, quindi, da gestire.

Ulisse, il mio bimbo, sente dentro di sé esplodere per esempio la felicità di incontrare un amichetto con cui giocare e non sa come affrontare questa emozione così intensa. Reagisce quindi in modo fisico perché deve sfogare in qualche modo il vulcano in eruzione dentro di lui.

Cosa fare allora?

Aiutiamoli a capire cosa sentono.

Osserviamo il loro comportamento e cerchiamo di capire cosa succede.

L’empatia in questi casi è fondamentale.

Una volta interpretato cosa succede, spieghiamolo ai nostri bimbi.

Quando Ulisse salta, corre, urla e picchia perché è arrivato il suo amico del cuore, lo fermo e gli dico:
“Ti senti così perché sei felice che sia arrivato il tuo amico. Quello che senti dentro è la felicità. Ora che lo sai puoi calmarti, abbracciare il tuo amico e andare a giocare con lui.”

Naturalmente la spiegazione non ha un effetto immediato. Va ripetuta alcune… tante… volte perché i bambini hanno bisogno di più tempo per assimilare le spiegazioni.

Però poi ha effetto, Ulisse impara pian piano a stare calmo e a riconoscere l’emozione che sta provando.

La stessa cosa per quando è triste o arrabbiato e piange. Lo prendo in braccio e mentre lo coccolo gli spiego quello che prova ed il perché lo sta provando.

Una cosa importante credo sia tenere sempre presente che i bambini non piangono per capriccio. C’è sempre un motivo dietro al loro pianto: la stanchezza, la delusione, qualcosa che è successo magari tempo prima ma che loro non riescono ad elaborare e affrontare.

Osserviamoli sempre, soprattutto quando giocano da soli. In questi momenti infatti spesso rielaborano le esperienze vissute riproponendole durante il gioco.

Come dicevo, l’empatia è fondamentale non solo per capire le loro emozioni ma anche per insegnargli ad interpretarsi e ad interpretare gli altri.

Mi accorgo infatti che il mio comportamento empatico con Ulisse ha sviluppato in lui la sensibilità verso gli altri. Quando vede un altro bambino piangere cerca di capire cosa è successo e di aiutarlo, per esempio.

Insomma… state vicino ai vostri bambini, cercate di capire cosa provano e spiegateglielo.

In questo modo crescerete dei bambini emotivamente equilibrati e sensibili.

Qualche consiglio in più?

Leggi il post su

Il metodo danese per crescere bambini felici

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